VelaRaid 2010



Racconti
Io sono una barca

Un anno fa, una delle onde anomale che la vita riserva
mi ha distrutto in pochi minuti la vela maestra, il timone e.. il cuore
ero alla deriva, lontana..troppo lontana dalla linea di partenza per partecipare al raid.

Parte di me, dopo quella tempesta impietosa è andato irrimediabilmente a fondo
ma grazie a molte persone qualche pezzo ha continuato a galleggiare...
Dopo un anno, con lo scafo segnato e l'armo incompleto ho risposto al richiamo che, come migratori,
ci ha portati sulle acque basse della nostra splendida laguna.

Ho già percorso quasi tutte queste rotte...
conosco bene alcuni di questi fondali ma dopo tanti mesi mi godo l'onda sul mascone come fosse la prima volta.

La mia andatura varia, è distratta... come fanno i delfini, mi avvicino agli altri scafi incuriosita..
li osservo, li ascolto
ne scruto le forme e i legni, a volte gioco sulla loro scia.. altre volte lascio che le loro vele mi sventino e rimango indietro a godermi lo spettacolo.

L'aria spinge sul mio fiocco, l'unica tela che ho...., è un tentativo che sembra funzionare...vado avanti ed è una bella, bellissima novità.

Canali, barene, alghe verdi e nuvole.... siamo in 27, da mezza Europa.. ed io mi muovo tra uno e l'altro senza parabordi, cerco il contatto, condivido il vento e pesco nell'acqua bassa le parole che Eolo non sa trattenere.

Il programma è intenso, si naviga il mattino e ci si affianca per il pranzo.. poi si riacciuffa la rotta e sotto lo stesso cielo dormiamo la notte, dalla piccola Armenia all'arcobaleno di Burano, dal Montiron all'intimo ormeggio di Mazzorbetto...da Treporti dove si sente il profumo del mare a Chioggia dove si annusa l'odore del pesce... mi sono scaldata, ho scricchiolato, ho usato i remi e persino il motore, ho bevuto pioggia fredda, riso tanto e di nuovo sognato un po'..

IO SONO UNA BARCA e il mio nome è GRAZIE MILLE

rachele filippini