VelaRaid 2012



Racconti
Velaraid 2012- Prologo

Si comincia alla sera del 28 con la cosiddetta cena "prodromica" che nessuno ha mai capito cosa significhi, ma fa tanto figo: cicchetti a lume di candela sul parco di Sangiu fortunatamente non ancora invaso dai mussati e se il bello si vede dall'inizio, allora siamo partiti bene: sicuramente sarà un successo.

Prima giornata Le operazioni di banchina sono sempre "un pochino" più lunghe del previsto, ma è bello anche soffermarsi a scrutare i segreti delle altre barche, soprattutto le straniere, vere e proprie macchine da guerra lucide e affilate per cogliere la vittoria ad ogni costo magari con l'ausilio di altrettanto ben forgiati muscoli a bordo. Fra tanto legno e altrettanto lucide muscolature si nota però anche qualche brutto anatroccolo, che fa tanta tenerezza.
Sono imbarcato su Soravento con Anna e Daniela, mentre su Sisa ci sono Anita, Barbara e Francesco: per raggiungere la linea di partenza c'è da vogare e le "mie donne" sono il meglio che avessi potuto desiderare per quanto riguardo la voga: non ho quasi mai preso in mano il remo (a chi mi conosce è nota la mia cronica pigrizia vogatoria) durante tutto il Raid e quindi onore alle mie due amazzoni. La nostra partenza non è stata eccezionale, ma quella di Sisa è stata decisamente peggiore, comunque ambedue siamo arrivati piuttosto attardati alla prima meta di giornata: S.Francesco del Deserto quello che brucia non è il risultato in se stesso, ma il fatto che i concorrenti di Arzanà ci hanno battuto e Daniela, veterana del Raid, ha il dente avvelenato con loro.
Allora ci impegniamo per un risultato migliore nel pomeriggio. In effetti partiamo in testa, ma le due barche veneziane impostano una guerrafratricida in famiglia a colpi potenti di remo anche quando non ce ne sarebbe bisogno giacché il vento non manca, e così riescono a sopravanzarci anche nel pomeriggio, onestamente anche perché sanno leggere meglio il gioco della marea (soprattutto Cioffer che , non dimentichiamo , è solo in barca). Daniela si scanna allo spasimo per raggiungere l'obbiettivo, ma non ci riusciamo anche se per poco; negli occhi comunque ci rimangono le immagini di un mondo fatato appena appena approcciato nella navigazione dopo Torcello: la magia della parte Nord della laguna che, assicuro chi non c'è mai stato, è assoluta. Alla sera siamo a Mazzorbetto per il ricovero nel forte-base scout, mentre io e Francesco approntiamo per la notte Sisa con il tiemo. Per la ricca cena di pesce ci trasferiamo a Mazzorbo, ma durante il banchetto c'è un bel temporale che affonda la nostra idea di dormire in barca: nonostante il tiemo Sisa ha acqua in sentina e l'interno è tutto umidiccio, così ci adattiamo in una tenda degli Scout bella asciutta e fornita di confortevoli materassi qualcuno dice di aver dormito peggio in camerata vittima di un duetto di russatori spudorati.

Seconda giornata Al risveglio ci attende... lavoro!: ci sono Soravento che ha acqua sopra il pagliolato, ma anche Sisa da sgottare ed asciugare, poi si va a colazione ovviamente in barca a Mazzorbo, ma il cielo promette bene e l'aria è frizzante anche se al briefing Marco dice che non ci sarà vento e quindi ci dirigeremo lentamente verso il "Bacan" a S. Erasmo.
Invece la veleggiata è confortata da un bel vento che ci consente di raggiungere la meta nei tempi previsti (forse anche in anticipo); purtroppo Sisa ha un grosso problema con la rottura dell'albero e quindi dobbiamo cambiare i programmi per il pomeriggio: Francesco torna a S. Giuliano a prendere un altro albero (più adatto a Sisa) ed io farò la regatina pomeridiana con il resto dei nostri due equipaggi (cioè io più 4 donne, masu Soravento ci si sta benissimo anche in cinque, più motore, più bagagli, ecc: è una barca fantastica). C'è da fare un giro fino a S.Giacomo in Paludo per poi rientrare in paludo e percorrere il ghebo che riconduce al canale di S. Erasmo di fronte all'isola del Lazzaretto Nuovo: non proprio facile il percorso per l'insidia delle secche: provate ad immaginare .......è andata proprio così Cioffer&C. ci hanno "fregato" ancora!!!!!! All'arrivo ci raggiunge anche Francesco: stasera non c'è gran lavoro per sistemare le barche perché si dorme in B&B (accogliente e ben curato) mentre la cena da Tedeschi non è splendida, ci consoliamo con il fatto che è fresco, ma non piove (almeno per il momento, ma tutti la prevedono per la notte e la mattina dopo......)

Terza giornata Ed invece non ha piovuto, non piove e S.Erasmo è bellissima al risveglio , scarrozziamo per l'isola con le biciclette a disposizione degli ospiti e così possiamo portare facilmente i bagagli dall'albergo alle imbarcazioni: poi ci sarà un trasferimento a motore a S. Lazzaro da dove si partirà per Chioggia su percorso interno alla Laguna (per timore di avverse condizioni atmosferiche). Per esorcizzare il timore (dopo la partenza ci accompagna un nero minaccioso verso occidente) scommetto con le mie signore che non prenderemo nemmeno una goccia fino all'arrivo a Chioggia e così alla fine mi sono guadagnato lo spritz! Anche stavolta non siamo stati troppo lesti alla partenza perché il mante bagnato ed attorcigliato non ha permesso di issare la randa fino al massimo: decidiamo di partire egualmente con la vela un po' più bassa per non perdere ulteriore tempo e via all'inseguimento dei più lesti! Ma il vento è perfetto ed in breve Soravento esprime tutta la sua immensa potenzialità recuperiamo posizioni su posizioni: lottiamo strenuamente con veloci barche armate marconi e abbiamo quasi sempre ragione degli avversari, solo Fruscio riesce a sopravvanzarci, ormai abbiamopoche barche davanti: quelle che ci stimolano di più sono Sisa e DejaVu che però scadono, mentre la nostra bolina è fantastica!!! finalmente anche Daniela comincia ad essere contenta del possibile buon risultato: forse arriviamo diretti a Chioggia senza virare .
Ora siamo all'assalto di Sisa che resiste poco (del resto ha la randa più piccola, però ha la trinchetta). Anche noi viriamo perché costretti dagli innumerevoli ostacoli in arrivo a Chioggia, DejaVu ha già virato ed è andato a prendersi un bordo lunghissimo che lo condanna per il momento a starci dietro: Daniela, al timone, è eccitatissima – Abbiamo carta e penna per segnare gli arrivi se arriviamo primi?
Abbiamo tutto, ma non sappiamo dove si arriva!!! Il gommone appoggio ci dice che l'arrivo è all'ingresso del porto dove c'è il gommone assistenza, che però non si scorge nemmeno con il binocolo, infatti se ne sta nascosto a ridosso delle reti e noi entriamo solitari dal buco sbagliato: contro la corrente (tremenda direi almeno 2 – 3 nodi) e senza visuale, però tentiamo il tutto per tutto ed avanziamo ad oltranza intrufolandoci fra le insidie dei paletti piantati in laguna (metallici: da ciosoti) che a volte letteralmente sfioriamo (complice la corrente) ed infine scorgo dietro la fitta selva di reti il gommone arancione, ma ormai è troppo tardi: abbiamo avanzato troppo ed ora dobbiamo virare e tornare indietro cercando di entrare i boa rovesci, ma ci accorgiamo che dopo la virata non si riesce assolutamente ad avanzare anzi scarrocciamo mestamente lontani dalla meta: sono momenti concitati, ormai nostri avversari hanno completato l'ultima virata e si avvicinano inesorabilmente al traguardo mentre noi simo in stallo! Decido di prendere in mano il timone e di arretrare lungo le reti fino al precedente varco e quindi riprendere la rotta in canale verso il traguardo purtroppo l'operazione ci costa parecchie posizioni che ci eravamo guadagnate e sia DejaVu, che Sisa ci battono per pochi attimi peccato....ci eravamo illusi...... Al marina, comunque c'è il premio dello spritz e poi l'attesa delle barche che arrivano: toh, m'ero quasi scordato di loro, arrivano anche Francesco (mio figlio ), Federico e Nicola su SERAGIA (che nonè una parolaccia) che sembra essersi comportata bene in questa lunga giornata di vela (vedo facce molto soddisfatte. Poi c'è il solito tiemo da montare su Sisa per la notte anche se Francesco ci abbandona momentaneamente, per tornare sabato. Prima di cena arriva il bragozzetto Ulisse che trasporta i bagagli in ostello a Chioggia assieme a 10 valide braccia per il trasbordo, a distanza io ed Enrica seguiamo con il gommone tra i pescherecci dei canali chioggiotti ed alla fine raggiungiamo i cinque baldi che hanno dovuto caricare i bagagli su un maxi-taxi per il trasporto fra le calli e fino all'ostello: il ritorno è veloce per quanto possa il povero canotto con 6 e ½ (ho detto ½ per non infierire su Enrica) pesi massimi. Ottima cena al marina (ma la polenta era senza sale...) e poi a nanna: chi dorme all'ostello ha più di un Km per smaltire la cena, mentre per noi marinai, Anita ha un'idea luminosa: ottiene da Mirco la possibilità di utilizzare come giaciglio il suo Micropomo (a scanso di possibilità di pioggia nella notte, visto che il tiemo della Sisa non è perfettamente impermeabile) e così ho provato anche l'angusta cuccetta del micropomo che, liberata del cesso chimico e della borsa frigo che la occupavano, si è rivelata un po' stretta ma molto lunga anche per i miei quasi 2 metri di lunghezza. Prendere sonno è stato un po' lungo e complicato ( mi scuso con Anita), ma la prima notte in barca nuova mi fa sempre questo effetto.BUONA NOTTE

Quarta giornata Oggi Marco mi ha beccato. Devo giustamente fare la mia mezza giornata di assistenza in gommone, Daniela non vorrebbe restare da sola a governarela barca anche se ne ha sicuramente la capacità, ma alla fine cede rassicurata anche da Marco che prenderà il mio posto su Soravento (mentre su Sisa è arrivato Fabio al posto di Francesco). E così passo una bella mattinata in gommone con Graziella a fare cose diverse dal solito, ma non per questo meno apprezzabili. E' bello anche seguire la regatina dal di fuori ed osservare le varie vicissitudini delle barche in una giornata in cui il vento ha riservato delle sorprese soprattutto verso la fine. Con Graziella sono in ottima compagnia, cominciamo subito con il predisporre la linea di partenza più o meno perpendicolare al vento Il vento c'è ed anche in direzione abbastanza favorevole per la destinazione intermedia di oggi (l'isola di Poveglia), quindi in breve tempo esauriamo la procedura e tutti, o quasi, riescono a partire. Il quasi, neanche a farlo apposta, riguarda l'amata Soravento, dove non si riesce ad issare la randa (problema già visto ieri) poi comunque, anche con qualche mio consiglio (attaccatevi in due al mante e tirate a con tutte le forze), la randa va su e finalmente si parte: le altre barche sono già parecchio avanti, non mi resta che incitare l'equipaggio per una possibile veloce rincorsa al gruppo.
Nel mentre Marco prende consapevolezza della potenzialità di Soravento (alla fine mi manifesterà tutta la sua ammirazione per la sensazione di grande potenza di questa barca armata al terzo rispetto a barche magari più sofisticate, su cui è abituato a regatare) io e Graziella ci allontaniamo dal campo di regata per fare rifornimento, ma continuiamo a seguire la rimonta di Soravento dal canale di Pellestrina.
Mi viene adesso una considerazione su questo Velaraid: non c'è stato giorno o imbarcazione in cui io abbia messo piede che non abbia avuto a bordo almeno una (e fino a 4 ) donna: è stato il mio raid con le donne!!! (non sono mai stato superstizioso, ma per quei marinai che lo fossero, devo dire che non hanno portato mai sfiga, anzi...). Soravento rimonta prepotentemente con Daniela al timone ed alla fine, complice un calo di vento repentino, raggiunge la flotta in prossimità del canale di Malamocco poco prima dell'arrivo che viene stabilito subito dopo l'ottagono da Arthur che oggi è arrivato primo. Causa il calo di vento ormai parecchie barche hanno acceso il motore e rimangono per la regata quasi solo vele al terzo o comunque quelle della categoria vela + remo. Alla fine ci si trasferisce a Poveglia per il pranzo: sono quasi le 3, ma Beppe è pronto da un pezzo con il bragozzo per rifocillare la flotta. Ora, dopo un breve riposo, non resta che raggiungere la meta del cantiere alla Giudecca dove sosteremo per l'ultima notte: il vento è fresco (quasi quasi da terzaroli per le vele l terzo) e quindi il trasferimento è breve Soravento vola verso la Giudecca, gli altri ci seguono, Cioffer torna a casa: domani non ci sono regate valide per la classifica finale... Alla fine ci ricoveriamo al marina del cantiere, ora c'è da preparare il tiemo di Sisa per la notte, anzi, posso dormire ancora nel micropomo come ieri notte, quindi non serve far fatica. Gli altri dormono all'ostello e quindi ci ritroviamo tutti per un aperitivo in canale della Giudecca: è venerdì e le maxi-navi impongono la loro ingombrante presenza. Poi cena da Crea: buon pesce e buon vino per tutti, per me la notizia da Marco che c'è un posto vuoto per me in ostello: non serve nemmeno la cuccetta in micropomo, sono un po' confuso, non sarò un po' vecchio per dormire in un ostello "della gioventù? Andiamo verso l'ostello: alla fermata del battello qualcuno dei nostri, che non dorme in ostello ma a casa, aspetta il battello in perfetta tenuta da marinaio. Mi accompagnano alla reception dove vengo rifornito di lenzuolo e federa in TNT (Tessuto Non Tessuto) in busta sterilizzata; Anna mi trova un letto libero: è un bel letto a castello dove mi corico rovescio degli altri per poter far uscire i piedi (per me tutti i letti sono un po' corti. La notte non è di quelle che si può dormire profondamente del resto la "gioventù" si sa è irrequieta anche di notte.

Quinta giornata Bel risveglio e colazione all'ostello ( peccato non poter più tornare giovani..., ma non certamente ero il più vecchio ospite...) bello il salone con giovani ospiti da tutto il mondo che vivono i loro sogno veneziano: anche noi siamo alla fine del nostro sogno -avventura oggi si ritorna a Sangiu. E quindi una breve regatina tra Poveglia e S.Lazzaro, il tempo di far provarela vela al terzo al simpatico Wolfgang con l'inseparabile sigaro (la barra gli è sembrata estremamente pesante!!!) e via verso La Certosa per il pranzo e poi a motore verso S.Giuliano. Alla sera c'è la cena assieme a quelli che domani faranno la Velalonga, ma le magliette rosse del VelaRaid monopolizzano la festa: stavolta è proprio finita, baci e abbracci fra tutti i partecipanti con grande successo personale dei simpaticoni "Romani in Laguna".
Arrivederci alla prossima edizione!

Sergio Zulian