VelaRaid 2009



Diario di bordo
Il Velalonga Raid comincia in effetti lunedì sera… crepuscolo… gli equipaggi arrivano alla spicciolata sul prato del Circolo Velico Casanova … ci si ritrova puntuali come ogni anno… qualcuno è nuovo, qualcun altro si ripresenta, qualcuno ha cambiato barca e vuole provarla, altri vorrebbero semplicemente staccare la spina ed immergersi in un’avventura di 5 giorni tra terra e cielo in uno specchio d’acqua che è tutt’altro che limitato: 550 kmq, un percorso di circa 80 miglia per vivere un’esperienza unica…
Arriva Geoff e l’equipaggio di Molly da Londra, arriva Claus e la sua Llafurio dalla Germania, arriva Alberto da Milano, Aldo Enzo e Pietro dalla Sicilia, Sandro e Andrea da Roma con un bisso two allungato e niente male in termini di prestazioni.
E poi gli esperti della laguna, i veterani del ghebo… Diego, i gemelli , Fabio che anche quest’anno parteciperà con la meraviglios a Garangheo, una caorlina che ha più di 100 anni di onde sui fianchi…

Inizia la cena “prodromica” alla regata e si cominciano a formare i legami tra le presone, si cominci a a capire che il raid non è più un evento di circolo ma cominci a a d essere un fenomeno seguito in Italia e all ’estero per la bellezza dei percorsi e per la particolarità dell’iniziativa…

Martedì, si parte …dall’isola di Campalto, no dall’sola di sangiuliano…
Arrivo? Poveglia ? No Certosa… Insomma fatto il briefing ecco già il controbriefing… presa una decisione ecco che in acqua c’è sempre qualcuno che propone, al volo, di rivederla …a condire il tutto anche le prime avarie…
Vincenzo spacca l’albero di maestra e si ritira con neanche un miglio di vela sotto la carena…
Ci raggiungerà a Fusina con la sua piccola Ness…
Primo stop a Poveglia… invece che un pranzo ci siamo fermati per la merenda del pomeriggio… a base di pasta, formaggio, verdure… e poi via di nuovo in direzione Fusina, tenendo prima l’isola di Campan a a dritta poi l’isola di Sant’Angelo della polvere a dritta e poi Fusina… a Povegli a a ncora un manipolo di anarchici a stravolgere in acqua il briefing fatto a terra pe r c onfondere le acque poi ci si ritrova tutti a Fusina…
Un arrivo con andature portanti, tanti spi colorati ad incantare il pubblico del campeggio assiepato in fondament a a d accoglierci ed ad applaudirci…

Il secondo giorno vede il trasferimento a Chioggia passando per il casone Millecampi…
Briefing serale questa volta correttamente recepito dagli astanti: partenza 9.30 arrivo massimo consentito alle 13 al bragozzo di Bepi che ci aspettava con la pastasciutta fumante…
La partenza fatt a a secco di aria, poi la termica, poi la corrente, poi le barene, poi l’emozione di non sentire null’altro che il vento intorno ed eccoci a Millecampi ove LLafurio e Molly avevano organizzato un cancello di arrivo per la categoria “solo vela”… un test a a testa tra shilla e celeste…
2 barche e 5 vele issate per il rush finale al cardiopalma … entusiasmante voltarsi e vedere la flottiglia sopraggiungere compatta…
Con i venti portanti le barche tradizionali guadagnano tantissimo ed il colpo d’occhio è davvero unico. Mangiamo e poi via verso Chioggia… A sospingerci un vento rafficato a 17 nodi dritto sul naso… Ok boliniamo controvento e controcorrente… la fatica finisce alla darsena Mosella dove scopriamo che Ambaradam dell’equipaggio romano ha perso il motore in acqua ed ha subito dei danni al timone… il battesimo della laguna è compiuto…benvenuti!

Il terzo giorno il programma prevedeva un trasferimento unico da Chioggi a a Treporti in linea d’aria circa 16 miglia…
Una bora insistente ci ha tenuti in porto fino a mezzogiorno…appena le raffiche di oltre 20 nodi sono calate ecco che finalmente si parte…
Garangheo perfetta come barc a g iuria e starter…via!!!!
Metà percorso con una mano di terzaroli poi tutta tela… Poco più di 4 ore ed eccoci a sorseggiare una birra fresc a a ll’ombra della Ricevitoria, le nostre mani stringono volentieri il fresco bicchiere dopo aver maneggiato per ore scotte dispettose!…che cavalcata…ancora tutta bolina.

Quarto giorno destinazione mazzorbetto passando per il casone montiron o Lanzoni che dir si voglia, la patria di Diego (sindaco dell’isolotto)…dall’estrema laguna sud eccoci or a a dover raggiungere il punto più a nord…l’oasi del silenzio…solo barena e paludi in cui il passaggio non è così facile…la risalita del canale di san felice è ancora una volta di bolina e lo stop è obbligato dato il tempo massimo imposto dall a g iuria ed i problemi di fondale. Ad accoglierci due garzette e tre gabbiani..l’acqua immobile il cielo velato da una foschia che preannuncia l’arrivo di qualcosa non molto invitante…mangiamo e scendiamo a Mazzorbetto prima seguendo il canale tra la barena poi, tenuta l’isola di santa Cristin a a sinistra, eccoci di nuovo nel canale che port a a Burano-Torcello…ancora bolin a a ccidenti ed il temporale ad aspettarci…arrivati! Ormeggiamo a Torcello dietro la basilica e ci regaliamo una birra ristoratrice prima di muoverci in direzione Mazzorbo per la cena e la sistemazione per la notte…

Bepi ancora una volt a a d aspettarci e ad accoglierci con una cena deliziosa… speciale.
Oramai il raid è finito… L’indomani solo un trasferimento a San Giuliano per riposarsi e prepararsi all a g rande cena conclusiva serale e prodromic a a lla Velalonga del giorno dopo…

Un traverso-lasco ci spinge in una cavalcata di cinque nodi abbondanti a San Giuliano ove la Santa Lucia si rivela barca velocissima pur avendo a bordo ogni bendiddio in termine di enogastronomia… ormeggiamo… è finita.

Stiliamo le classifiche:
Per la categoria vela e remi : Molly al primo posto, poli Llafurio e l ’orgogliosa Soravento.
Per la categoria vela: l’imprendibile Celeste, poi una rinata Shilla e la sempre insidiosa Blu di Giamaica…
Premi speciali:
premio barca più bella (100 anni e non sentirli): la caorlina Garangheo
premio equipaggio più sfortunato ed avventuroso: Ambaradam
premio San Giorgio in Alga (specialità raccolta e trasporto alghe): Zakete
Le nostre pelli scure parlano più di mille parole, le nostre maglie blu ci raggruppano, il sorriso dell’impresa e della soddisfazione parla più di tutto.
La pelle tirata da questo vento che si è fatto trovare sempre puntuale davanti a noi ci dice che abbiamo speso bene questi 5 giorni… dove umor inglese si è mescolato a rigore tedesco, prodotti e dialetti siculi, esperienz a g ardesana, furbizia lagunare, savoir faire capitolino, sapienza patavina.
Tanti abbracci, tante strette di mano…la laguna ci ha legato e ci ha cullato…

La maggio r p arte delle barche h a g ià dato conferma per la prossima edizione… il miglio r c omplimento che ci possa venir rivolto ed il più grande stimolo pe r p rogredire sempre più in questo evento che più che una regata potrebbe definirsi pura poesia.

Grazie a tutti ed arrivederci al prossimo anno

Marco D’Alba